Lettere dai giornali
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Controversie civili. Il «mostro» mediazione obbligatoria Stampa
Follia pura! La mediazione obbligatoria nell'ambito delle controversie civili, entrata in vigore dal 21 marzo 2011, va uccisa in fasce, intanto che si è a tempo. Il mostro paragiudiziario è altrimenti destinato a generare il sonno della ragione e dei diritti dei cittadini. Faccio un esempio concreto: assisto una signora turlupinata da un falso odontoiatra operante in forma di società a responsabilità limitata. Undici anni di cure e impianti sbagliati e deve rifare tutto. Una spesa «secca» di circa 100.000,00 euro tra il pagato e il preventivo per rimediare. Almeno altrettanti in termini di costi collaterali, per non dire i disagi, le sofferenze, i postumi e i (soppressi «danni esistenziali»). Scava e scava, son saltati fuori quattro medici che fornivano copertura alla malefica S.r.l.. Ebbene, la sventurata non potrà citare in giudizio i responsabili delle sue sventure. Dovrà prima attivare la mediazione resa obbligatoria col decreto «milleproroghe». Fin qui amen. Per attivare il procedimento dovrà pagare 48 euro di «spese di avvio» (amen), poi dovrà anticipare i 2/3 del costo del procedimento (che nel caso di specie vanno da un minimo di 600 a un massimo di 1.000 euro + Iva). La rimanenza la pagherà alla conclusione, indipendentemente dall'esito. I soggetti da coinvolgere saranno sei: il finto dentista, la S.r.l. e i quattro medici compiacenti. Ciascuno di essi sarà tenuto a versare lo stesso importo della istante, se vorrà partecipare al procedimento (amen). Se però non salderà la rimanenza, la sua quota potrebbe rimanere in carico alla tapina che ha attivato la mediazione, perché il debito è «solidale». Cosicché, se anche solo tre partecipassero e versassero i loro 2/3, ma poi non saldassero il dovuto e la mediazione andasse in fumo, la tapina si ritroverebbe a pagare come minimo 600 euro di «suo», oltre ai 1/3 dei tre aderenti (altri 600 euro) + Iva + 48,00 euro iniziali + le spese del suo avvocato che a Brescia - almeno davanti all'organismo costituito dal locale Consiglio dell'Ordine forense - è «necessario» (giustamente ma col rischio per il difensore, a questo punto, di portarsi via colpe non sue per i costi pazzi della procedura). Per tacere l'ipotesi in cui fosse nominato un mediatore ausiliario (con i relativi e aggiuntivi costi). Con quale risultato? Se la mediazione fallisse, bisognerebbe cominciare la causa, avendo perso mesi per niente e con costi aggiuntivi ed inutili. E, beffa delle beffe, se la sventurata dovesse rigettare una proposta di mediazione (ritenuta) inadeguata, potrebbe vedersi condannata, all'esito pur «vittorioso» della successiva causa, a pagare le spese della parte soccombente! Vi pare che, come avvocati, possiamo tacere?!
Pier Luigi Milani
Avvocato del foro di Brescia Malegno
Lettere al direttore Giornale di Brescia mercoledì 30 marzo 2011
 
Fratelli d'italia? I soliti Romani. Il gran rifiuto di Alemanno Stampa
In merito alla dolorosa attualità del grande esodo dal Nord Africa, il sindaco di Roma Alemanno si è affrettato a mettere in chiaro la non disponibilità di Roma all’accoglienza. Infatti, la sua – e anche nostra – città sarà già troppo impegnata nella festa per la beatificazione di papa Giovanni Paolo II. Così un grande evento cristiano diventa l’alibi per negare aiuto agli ultimi fra gli ultimi. Ne sarebbe stato contento il defunto Santo Padre? A quale interpretazione del Vangelo corrisponde tale decisione?
GIORGIA POLLIO ROMA
LETTERE AL GIORNALE LaStampa.it 30/3/2011
 
Italiani. Perché le formichine non risparmiano più Stampa
La vera causa della situazione descritta nell’articolo di ieri sul crollo dei risparmi (dossier a pag. 12) è che il nostro potere d’acquisto grazie ai furbetti dell’Euro (1.000 lire = 1 euro) è diminuito del 50% circa aggiungendo poi l’inflazione annuale. Certo che le formichine, dovendo affrontare spese per la salute (sempre più costosa), imprevisti vari tipo figli disoccupati e aumenti di vario genere, devono attingere sempre di più al loro granaio. Altro che risparmiare. Com’è possibile far ripartire l’economia tanto sbandierata dai nostri governanti se le persone hanno appena i soldi per sopravvivere?
FRANCO S.
LETTERE AL GIORNALE LaStampa.it 30/3/2011
 
Solo servi. L’esclusione dell’Italia Stampa
La videoconferenza tra Sarkozy, Obama, Cameron e la Merkel è indicativa di quanto la presenza del nostro Paese sia necessaria per le grandi decisioni. Da italiano, sono indignato che la prima Nazione europea che risente le conseguenze dell’esodo forzato di massa, nonché presta basi e aerei all’effettuazione delle operazioni militari, non abbia il giusto posto nelle decisioni strategiche.

Bruno Russo Napoli
Corriere della sera, Mercoledì 30 marzo 2011 Lettere al Corriere
 
Serpenti. Le dichiarazioni del Pd Stampa
Un leader Pd ha detto che l’Italia è uno degli Stati più ricchi del mondo e quindi 20mila immigrati in più non possono rappresentare un problema. Questo è strano perché fino a poco tempo fa la sinistra sosteneva che il Paese è in crisi, la disoccupazione è ai massimi storici e l’economia a pezzi. Si vede che vedendo la condizione dei poveri migranti appena sbarcati ci siamo sentiti improvvisamente ricchi!

Ardengo Alebardi , Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Corriere della sera, Mercoledì 30 marzo 2011 Lettere al Corriere
 
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