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Il ruolo dei genitori
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Le sassaiole e le risse tra ragazzi esistono da sempre, ma una volta non si chiamavano «bullismo ». Irremovibili nel condannarle, genitori e insegnanti le inscrivevano nell’ambito della maleducazione, del sopruso, della violenza. Con la parola «bullismo » le abbiamo rese un reato privilegiato, facile da convertire in ragazzata, scherzo, gioco. Alle medie anch’io ne sono stata vittima e per tutta risposta i genitori dei bulli si beavano della vivacità dei loro figli e un’insegnante mi invitava a prendere la situazione «con ironia». Nel libro «Cuore» un padre costringe suo figlio a umiliarsi davanti alla classe e al maestro con parole di scusa verso un compagno offeso e il maestro commenta: «Ricordatevi che questa è la più bella lezione dell’anno ». Lo sarebbe anche oggi, se qualche padre ne fosse ancora capace!
Elena Venco
Corriere della sera, 15 ottobre 2006 (Lettere al Corriere - Sergio Romano)
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Immigrazione: i teorici dell’accoglienza di massa
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Caro Beppe,
tu scrivi il 20 luglio: «la maggioranza degli slavi del sud, dei romeni, degli albanesi o dei magrebini non fa nulla di male, e soffre certamente di questa situazione creata da connazionali. Quindi è bene evitare generalizzazioni che diventano razziste». Se chi amministra questo sfortunato Paese vuole agire in maniera responsabile e soprattutto utile alla collettività, non può esaurire la sua azione in ininfluenti (se non controproducenti) proclami antirazzisti, ma dovrebbe fare l'onesta fatica di fare quattro conti.
Comunque si rigirino le cifre, gli immigrati delinquono (per un sacco di «buone ragioni») più degli autoctoni, anche se siamo un Paese con elevata diffusione di illegalità. Nelle carceri del centro-nord i detenuti sono per oltre il 50% immigrati, a fronte di una percentuale di immigrati regolari più irregolari intorno al 5%. L'esperienza più antica di immigrazione di massa nei Paesi «cugini» nord-europei ci anticipa che il tasso di criminalità della seconda generazione andrà alle stelle. Giustamente non è possibile generalizzare e mettere in galera tutti gli immigrati senza processo: credo che nessuno ci abbia mai nemmeno pensato. Tuttavia, malgrado quel che pensano diversi irresponsabili teorici dell'accoglienza illimitata, ogni Stato mantiene il diritto al controllo dell'immigrazione e della concessione del permesso di residenza per tutti gli stranieri senza accordi specifici già sottoscritti. Ogni Stato sovrano nel mondo limita (e ha diritto di farlo) l'ingresso di stranieri nel proprio territorio.
Chi amministra questo sfortunato Paese dovrebbe stabilire quote massime ragionevoli di immigrati area per area, e questo andrebbe a beneficio sia degli autoctoni che degli immigrati e delle loro possibilità di reale integrazione. Un criterio ragionevole potrebbe essere massimo 5% di alunni immigrati alle scuole elementari. Non so in quale integrazione sperino i teorici dell'accoglienza di massa quando gli alunni stranieri alle elementari sono oltre il 40%, come succede già in molte aree. Quei numeri da soli produrranno danni per i quali non si può nemmeno pensare a soluzioni, chi non lo capisce dal semplice studio del passato è solo un ingenuo irresponsabile armato delle «buone intenzioni di cui sono lastricate le strade dell'inferno».
Cordialmente,
Alberto Lusiani ,
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Corriere della sera, 23-07-05 - Italians
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