voxpopuli
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Italia: mancanza di societa' e famiglia. Il compito della scuola
Sono un insegnante e mi chiedo:
perché si chiede alla scuola quello che la società e le famiglie non sono in grado di dare?
In un mondo (in un Paese, l’Italia) in cui non mancano maleducati,
corrotti, criminali, gente che va in moto sul marciapiede e in auto nel
parco, che fuma dove è vietato, che non si alza quando in metropolitana
c’è una donna incinta perché la scuola viene considerata l’ancora di
salvezza?
Non abbiamo le forze per farlo.
Cerchiamo (a fatica) di sviluppare certe capacità, di esercitare certe
competenze e di trasmettere certe conoscenze (la cultura). E non siamo
onnipotenti.
Andrea Gilardoni ,
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Corriere della sera, Mercoledi' 24 Giugno 2009 Lettere al Corriere
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Lettere dai giornali e dal web
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Napoli: turismo. Gelato "salato" a via Petrarca: tre coni 23 euro
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Le ultime vicende raccontate da tutti i quotidiani italiani riguardo alle truffe perpetuate dai ristoratori nei confronti di turisti orientali, non hanno certo impedito ad alcuni disonesti di continuare ad approfittare della buona fede di queste persone.
In questi giorni ho accompagnato una persona dai tratti somatici orientali, ma che vive e lavora a Napoli da anni , e ho potuto constatare di persona il trattamento "diverso" che viene loro riservato. Ho da segnalare ben due episodi. Circa venti giorni fa in un bar di via Petrarca, famoso per la sua vista, abbiamo ordinato tre gelati (sul menu indicati a 5 euro) e il conto e' stato di 23, ben 8 euro, il 50% circa, in piu'. 23 non e' divisibile per tre quindi non e' spiegabile in nessun modo il perche' di questo prezzo. Il mio amico, che da gentiluomo ha offerto, non ha voluto fare storie e io non ho insistito. Ieri a piazza Trieste e Trento e' di nuovo capitato un increscioso episodio ma questa volta sono stata pronta a intervenire. Appena seduti ci hanno portato i menu. Per ogni tipo di bevanda ve ne era uno diverso: uno per i te , uno per le cioccolate, uno per i caffe' e cosi' via. Erano circa 10 ma NESSUNO AVEVA I PREZZI. Ho fatto notare la cosa al cameriere che prontamente ci ha portato un altro menu. Non oso pensare quanto avremmo pagato altrimenti....Praticamente se sei straniero ti danno il menu senza prezzi e paghi quanto ritengono opportuno, altrimenti paghi normalmente. Poi ci meravigliamo che i turisti giapponesi non vogliono venire piu' in Italia...
lettera firmata
il Mattino 5 agosto - POSTA DEI LETTORI
fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=68423&sez=MAIL
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Gestori di energia. L'Enel e la "bolletta pazza" da 3.400 euro pagata da due pensionati
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Siamo una coppia di pensionati io e mio marito abitiamo a Napoli da 35 anni in Via Luca Giordano. Abbiamo due figli che lavorano da anni fuori Napoli e viviamo di pensione.
Per comodità abbiamo un conto corrente bancario cointestato sul quale sono accreditate le due pensioni e gli addebiti automatici delle utenze. Siamo stati fuori città per 15 giorni, da sabato 11 a sabato 25 luglio e prima di partire abbiamo prelevato la posta in cassetta. Al rientro abbiamo trovato la bolletta ENEL con la modica cifra di € 3.454,51 (tremilaquattrocentocinquantaquattro,51) fattura n._630302901715828 del 9-6-2009 emessa per il bimestre maggio-giugno 2009 , spedita il 10-7-2009 con scadenza di pagamento entro il 20-07-2009, data in cui è stato effettuato l’addebito.
Si precisa che tutte le bollette precedenti sono arrivate sempre 15/20 giorni prima della scadenza e sono state tutte precisamente addebitate alla data di scadenza del pagamento e regolarmente pagate.
Da tre anni è stato istallato il nuovo contatore elettronico che esegue la lettura dei consumi in maniera autonoma presso la centrale: nonostante questo, dalla lettura degli allegati alla bolletta si deduce che è stato fatturato il conguaglio dei consumi degli ultimi tre anni, in quanto fino a quel momento erano stati calcolati soltanto degli acconti sui consumi.
Vorrei capire: due persone che vivono sole in casa, mio marito c’è poco, esce la mattina e rientra la sera, non abbiamo lo scaldabagno elettrico, in quanto a gas di città, non abbiamo lavastoviglie, la lavatrice và in funzione una volta a settimana, usiamo molto raramente il forno elettrico. Ma che consumo si può avere?
Dalla bolletta si evince lettura dell’ 1-6-2009 consumo 19.194 kwh,
Poi sotto n 16 acconti per un totale 5.198 kwh-
Consumo effettivo per 1014 giorni 18.208 kwh-
( la bolletta e’ a vostra disposizione )
Mi sono rivolto al servizio Pronto ENEL dove ho appreso che ormai non si poteva far nulla in quanto è attiva la domiciliazione bancaria. E quando ho garbatamente protestato per un conguaglio fatto dopo tre anni nonostante la lettura dei consumi attraverso un sistema centralizzato, mi sono sentito rispondere che si possono fare conguagli anche fino a sei anni!
In realtà, il fatto di avere un contatore elettronico ci rassicurava sulla correttezza delle bollette che arrivavano e mai potevamo pensare che pagassimo per degli acconti. Non contento, martedì 28 mi sono portato al PUNTO ENEL dove una gentile signora mi ha riferito le stesse cose: anzi, mi aggiunge che se non c’era la domiciliazione bancaria mi poteva dilazionare il pagamento fino a 24 mesi!.
Insomma, come si suol dire, oltre il danno, la beffa……………
Da quanto accaduto, percepisco innanzi tutto molta furbizia e poca correttezza da parte dell’ENEL: per es. la fatturazione è del 9 giugno, l’invio dal timbro postale è del 10 luglio. La bolletta mi è arrivata tra il 13 e il 14 luglio se non oltre, avrei avuto pochi giorni prima della scadenza per protestare.
Non come le precedenti bollette che mi sono arrivate 15/20 giorni prima della scadenza del pagamento: infatti, com’era prevedibile, se la bolletta mi fosse arrivata prima dell’11 luglio ( data in cui sono partita ) certamente, sarei andata in banca e avrei bloccato il pagamento.
Ma io ne faccio un discorso anche più generale di equità e di giustizia: e se quei soldi (circa 3.500,00) erano lì sul conto per poter fare un pagamento urgente ( affitto, cure mediche, ……) oppure soltanto per pagare un viaggio? E se quel prelievo forzato mi avesse causato dei problemi (ad es. perché servivano per coprire un assegno emesso o per onorare la scadenza di una rata di un mutuo)?
A quale titolo si chiede in un'unica soluzione un pagamento di un importo non richiesto nei tre anni precedenti per motivi non imputabili al sottoscritto? Perché, infine, questa disparità di trattamento tra quelli che chiedono la domiciliazione bancaria e quelli che pagano la bolletta alla posta? Non è un paradosso “punire” coloro che sono precisi nei pagamenti e che hanno aderito alle campagne pubblicitarie, che affermano che automatizzare i pagamenti delle bollette è più comodo, veloce, sicuro?
Alla faccia del progresso……
Chiedo che quanto esposto sia esaminato e valutato con la massima obbiettività. Fare da parte dell’ENEL una verifica al contatore sia in centrale che a casa e capire come mai e’ potuto succedere ciò.
Come minimo, e lo ritengo doveroso da parte dell’ENEL, chiedo che mi venga restituita l’intero importo per poi poter pagare a rate come è previsto in casi di bollette dagli importi molto elevati.
Alla luce di quanto accaduto sarò costretto a disdire l’addebito automatico delle bollette in conto corrente.
Se quanto richiesto non mi è concesso mi riservo il diritto di cautelare i miei interessi avvalendomi delle sedi competenti.
Distinti saluti
Maria Rosaria Mastrobuoni
il Mattino 5 agosto - POSTA DEI LETTORI
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Ru 486: l'aborto farmacologico è una realtà. L'obiezione di coscienza dei farmacisti
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La pillola "RU486" entra nella Farmacia ospedaliera. L'Associazione Farmacisti Cattolici sostiene la necessità di legiferare in merito all'obiezione di coscienza per i farmacisti. L'aborto farmacologico è una realtà. La "pillola RU486" è la protagonista. È una sostanza che ha in sé non solo un meccanismo d'azione farmacologico, ma anche un'implicazione etica.
La finalità di una terapia è quella di aiutare la vita: in questo caso una vita cessa di essere tale. Il farmaco ora entra negli ospedali ed il farmacista è il responsabile della sua gestione. Non si può chiedere ad un farmacista di "anestetizzare" la propria coscienza: con l'acquisto, la gestione, la dispensazione egli compie un "atto farmaceutico" di cui ha piena responsabilità.
L'obiezione di coscienza per i farmacisti teoricamente è possibile, ma praticamente deve essere regolata perché alcune leggi in vigore ne impediscono l'attuazione. Mi auguro che i nostri rappresentanti al Parlamento si carichino del problema e cerchino di dargli una risposta nel rispetto della donna che chiede un determinato atto medico e del farmacista che deve compiere un atto farmaceutico. Egli è un professionista che vuole operare con scienza, ma anche con coscienza.
Giovanni Fiorentini
Brescia
Giornale di Brescia 05 agosto 2009 - LETTERE AL DIRETTORE
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Italiani: rubare ai turisti. Le vacanze in Italia? Una delusione
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Dopo una lunga mancanza dall`Italia si è presa la decisione di portare i figli così potevano vedere la patria dove il padre è nato, e di cui tanti ne parlano. La verità è che sono rimasto molto deluso da come gli italiani si comportano nei confronti degli stranieri.
Per non parlare del rubare (una notte di hotel a fiumicino mi è costata la bellezza di 370 euro + 25 di parcheggio), quando si va a Las Vegas con quei soldi ci possiamo stare per 3 notti ed io parlo dei migliori hotel.
Per me questo è rubare non c'è nessun controllo, non credo che io sono il solo, molte persone la penseranno come me e molti turisti non ritorneranno.
Se gli Italiani facessero il loro dovere da come guidano l'Italia sarebbe la nazione più invidiata d'Europa.
Grazie.
Peter Rossi
il Messaggero La posta dei lettori 4 agosto 2009
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Quando un morto diventa normalità
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Potrebbe iniziare così questa lettera: riprendendo l'ultimo libro di Zygmunt Bauman, "L'arte della vita", a pag. 79, si cita Paul Ricoeur (filosofo) che dice testualmente: " Il fenomeno dell'identità si divide in due, il mantenersi distinti dagli altri, e il mantenersi identici a se stessi".
Mi sono venute alla mente queste parole, quando, come molti di noi, ho visto sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, la foto di un cadavere sulla spiaggia, a Napoli, e tutti intorno, passanti e bagnanti restare totalmente indifferenti. Era un uomo di settantatre anni. Si chiamava Antonio Sommaripa.
"... i bagnanti hanno visto galleggiare il suo corpo. Invece di soccorrerlo hanno preso un telefonino e hanno chiamato il 118..." così si evidenzia nell'articolo.
Il 17 maggio scorso, sempre a Napoli avviene una sparatoria, e un musicista rom di 32 anni, viene ucciso per sbaglio all'interno di una metropolitana. Ed anche in quel caso, nessuno è intervenuto in soccorso.
Possono sembrare due episodi isolati.
Eppure a me sembra che vi sia un comune denominatore e che abbia a che fare con la parola "Identità".
Non solo non sappiamo più chi siamo, ma nemmeno, verrebbe da chiedersi, che cosa ci stiamo a fare in questo mondo. Ma chi è l'altro?
Quel cadavere sulla spiaggia, con intorno bagnanti che si spalmano la crema o che si tuffano in mare come se nulla fosse accaduto intorno a loro, è la fotografia completa del nostro presente.
Tanto maggiore è la nostra indifferenza, tanto più grande è il disinteresse per "l'arte della vita" stessa.
Gli artefici del sopravvivere diranno che sono solo "luoghi comuni".
Un cadavere, sia in una spiaggia, sia in una stazione del metro, non ci dice nulla perché non sappiamo più scindere gli accadimenti. Tutto è banale normalità nella nostra anormalità.
Sembra che la vita stessa sia una fiction e un morto intorno è solo "paesaggio".
Guardate quella foto: una signora continua inesorabile a spalmarsi la crema.
Ciò che appare è allora l'analfabetismo emotivo in tutto il suo apparire. Il mondo emozionale non esiste più, perché non lo riconosciamo più. Già, l'abbiamo mai riconosciuto?
Parafransando Bauman, uno dei più influenti pensatori al mondo, verrebbe da dire che accanto al nostro "mondo liquido" ci appare inesorabile ogni dì la nostra identità, ormai nel divenire, "liquida" anch'essa.
Uomini e donne senza emozioni si apprestano a cavalcare l'onda del proprio modus vivendi disinteressati fino alla noia.
Analfabeti emozionali, eccoli impavidi tollerare tutto come fosse "normalità".
E allora se anche un morto diventa normalità in una spiaggia forse questo non è più "solo un mondo", ma "un mondo solo".
Angelo Briscioli
Capodiponte
Giornale di Brescia lunedì, 03 agosto 2009 - LETTERE AL DIRETTORE
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