voxpopuli
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Italia: mancanza di societa' e famiglia. Il compito della scuola
Sono un insegnante e mi chiedo:
perché si chiede alla scuola quello che la società e le famiglie non sono in grado di dare?
In un mondo (in un Paese, l’Italia) in cui non mancano maleducati,
corrotti, criminali, gente che va in moto sul marciapiede e in auto nel
parco, che fuma dove è vietato, che non si alza quando in metropolitana
c’è una donna incinta perché la scuola viene considerata l’ancora di
salvezza?
Non abbiamo le forze per farlo.
Cerchiamo (a fatica) di sviluppare certe capacità, di esercitare certe
competenze e di trasmettere certe conoscenze (la cultura). E non siamo
onnipotenti.
Andrea Gilardoni ,
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Corriere della sera, Mercoledi' 24 Giugno 2009 Lettere al Corriere
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Lettere dai giornali e dal web
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Italia criminali rilasciati. Le intercettazioni. Una spesa inutile?
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Dopo le tanto discusse spese per le intercettazioni, che fine fanno i delinquenti e i criminali che vengono arrestati?
Tornano fuori immediatamente e noi ci sentiamo «circondati»: quasi tutti i delitti più efferati sono compiuti da persone in attesa di giudizio o in permesso o da pregiudicati puniti con pene troppo miti. Osserviamo inoltre che le forze dell’ordine sono scoraggiate, perché poco dopo i loro blitz ritrovano sulla strada gli arrestati e devono ricominciare da capo.
A che cosa servono, allora, le intercettazioni?
Alberto Cogni ,
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Corriere della sera, Sabato 1 Agosto 2009 Lettere al Corriere
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Italiani «poveri» solo sulla carta? Evasori fiscali: la prassi. Le indagini dell’Istat
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L’Istat ha rilevato che i poveri in Italia sono oltre 8 milioni, di cui 2,9 milioni in indigenza assoluta. Spero che non ci si sia basati sulle dichiarazioni dei redditi, perché altrimenti si tratterebbe di un lavoro inutile: sappiamo già che in Italia c’è moltissima gente «povera» solo sulla carta. Se invece sono stati usati altri strumenti di verifica più efficaci, non dovrebbe nemmeno essere difficile e complicato risalire ai milioni di evasori fiscali, grandi e piccoli...
Giorgio Mazzola
Corriere della sera, Sabato 1 Agosto 2009 Lettere al Corriere
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Prevedibilità dei terremoti: il silenzio di Piero Angela a Superquark. Radon
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Signor Direttore, l'altra sera ho atteso con ansia il servizio sul ‘Radon’ fatto nella trasmissione TV Superquark condotta da Piero Angela, annunciato da diversi giorni dallo stesso. Speravo di sentire cose nuove su questo ‘famigerato’ gas rispetto a quanto appreso fin’ora da tantissime interviste giornalistiche – prime fra tutte quella apparsa su ‘Repubblica’ del 17.4. 2007, fatta a due ricercatori di Sciacca: Calogero Caccio e Michela Gesù, i quali avevano anticipato i risultati di una loro ricerca secondo la quale, il Radon, in concomitanza con l’evento sismico del 28.12.1908, avrebbe determinato addirittura la modifica del Dna degli abitanti dello stretto di Messina sottoposti alle sue radiazioni (24 mila bq per mc di aria rispetto ai 400 bq rilevati in quelli di Trapani e Catanzaro)- Mi aspettavo di sentire che il radon è un gas nobile che non esiste allo stato libero nell’atmosfera ma che si forma nelle rocce vicino alla superficie della terra, per decadimento dell’uranio 238, quando si collassano in presenza di una scossa sismica.
Purtroppo a nulla di ciò è stato fatto cenno. Ho avuto il dubbio che la tanto annunciata rivelazione su questo ‘fantomatico’ gas radon, sia stata fatta a difesa di quella corrente di scienziati che negano la prevedibilità dei terremoti; e a condanna di quei pochi che si stanno spendendo da ormai un quarantennio per saperne di più sugli effetti dello stesso gas sul clima, sulla pericolosità della sua presenza nelle acque dei pozzi, sull’organismo umano,ecc.
Per carità, Signor Direttore, promuova servizi/intervista, a cominciare dai due scienziati di Sciacca che avevano annunciato la pubblicazione dei risultati delle loro ricerche sulle riviste di scienza, se non altro per dirci che le stesse si sono arenate perché il Comune di Messina che doveva far riesumare 250 salme di cittadini morti prima del terremoto del 1908 è commissariato da tempo, e per mancanza di fondi. Forse chiedo troppo, ma lo faccia anche a nome dei numerosissimi eredi di quei 125 mila morti, dei quali faccio parte, assillati dal desiderio di saperne di più. Grazie
Benito Crea
Torrevecchia T.
il Messaggero La posta dei lettori 1 agosto 2009
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Italiani. Viterbo, disagio nel centro storico
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Ogni sera, ma soprattutto durante il fine settimana qui in centro storico è un gran via vai di gente. Nessuno mette in dubbio che i giovani non debbano divertirsi, ma che lo facciano con la testa sulle spalle. Non possono scambiare le vie cittadine per latrine pubbliche o per bordelli, poiché è questo che succede. Io, e mi sento di parlare a nome di tutti quei cittadini che come me vivono questo disagio, soprattutto nelle vie adiacenti a via Orologio Vecchio.
Oltre agli atti osceni, si accumulano anche i numerosi atti vandalici che avvengono ogni sera su macchine, muri ecc., senza considerare la gente che vomita davanti ai portoni. Più volte sono state chiamate le forze dell’ordine, ma giustamente hanno le mani legate, poiché non vengono quasi mai colti sul fatto. Ci sono alcune zone, inoltre, dove l’illuminazione cittadina è scarsa ed è proprio lì vanno a fare questi danni. Qui non si riesce a dormire, considerando che ci sono persone che come me il giorno dopo vanno a lavorare. Quando lo “sballo” finisce, qui è un continuo rompere bottiglie e bicchieri e quindi non si riesce cmq a dormire.
Questa lettera oltre che a lei verrà mandata anche agli organi di stampa, poiché più volte è stato fatto presente questo disagio e non è stato posto alcun rimedio, anzi, più passa il tempo più la situazione peggiora. Quanto prima provvederemo a raccogliere delle firme per cercare di far smettere tutto questo.
I residenti del centro storico di Viterbo
il Messaggero La posta dei lettori 1 agosto 2009
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Nord e sud: pensioni di invalidità. Ispezioni a tappeto
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A proposito della questione meridionale e delle pensioni di invalidità, ricordo che in Piemonte, Lombardia e Veneto ci sono 60 pensioni ogni 1.000 abitanti; in Calabria, Lucania, Sardegna ce sono 143 ogni 1.000 abitanti. Con un controllo a tappeto si potrebbero smascherare tante false pensioni e si recupererebbero circa 8 miliardi, che coprirebbero l'80% delle spese per la ricostruzione dell'Abruzzo.
Domenico Capussela,
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Corriere della sera, Venerdi' 31 Luglio 2009 Lettere al Corriere
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