Lettere dai giornali
   e dal web
La lezione del barattolo e della vita Stampa
Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra.
Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un sì unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero! "Ora", disse il professore quando la risata finì, "vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita.
"Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.
"I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l'automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.
"Se metteste nel barattolo per prima la sabbia -, continuò -, non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti". Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C'è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l'immondizia.
Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia.
Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. "Sono contento che tu l'abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita c'è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico". (di autore anonimo)
Renata Mucci
Brescia
Giornale di Brescia 13 agosto 2009 - LETTERE AL DIRETTORE
 
Napoli: La mia vita da disabile, in una città che non rispetta nessuno Stampa

Sono una lettrice de Il Mattino perchè ho un legame affettivo con questo giornale.
Attraverso questa rubrica vorrei far sentire la mia voce di protesta per disagi che noi, diversamente abili, dobbiamo sempre sopportare. Nella terza età sono costretta, fuori dalle mura domestiche, a muovermi in carrozzella, con grandi difficoltà. Ovunque vada gli scivoli per le carrozzelle sono quasi sempre ostruiti da automobili parcheggiate, senza che alcun vigile provveda a multarle ed alla rimozione forzata.
Ho un posto "H" sotto il mio palazzo con tanto di cartello numerato ed è molto spesso occupato da altre auto e poiché abito in una traversa, i vigili non passano per niente.

A volte mi sento agli arresti domiciliari in quanto a Napoli non ci sono locali, ristoranti o altro con accessi, gabinetti o altri servizi adatti ad un diversamente abile. Alla fine del mese di Luglio ho vissuto un'altra esperienza negativa. Ho prenotato una settimana di vacanza in albergo a Forio d'Ischia.
Partenza da Pozzuoli con traghetto della compagnia MEDMAR. Il traghetto è dotato all'ingresso di un sedile mobile per il trasporto delle persone in carrozzella al piano superiore. Nessuno componente dell'equipaggio da me interpellato sapeva se e come questo sedile fosse funzionante. Tant'è che sono stata trasportata a braccia dopo che tutti i passeggeri erano saliti a bordo. Di bagni per disabili, neanche l'ombra.. Per evitare tutti questi disagi, al ritorno a Napoli ho preferito fare il viaggio nella stiva insieme all'auto che era venuta a prendermi, sperando di non avere necessità del bagno. E' un miraggio pretendere dei diritti di legge per i diversamente abili?
Vi ringrazio per aver letto questa mia denuncia sperando che venga pubblicata.
Distinti saluti

Maria Errico
il Mattino 11 agosto - POSTA DEI LETTORI

 
Gestori telefonici: Wind ed Infostrada. Fabriano e Jesi, venditori aggressivi (..“veniamo da Roma e sappiamo quello che facciamo”) Stampa

Preoccupante e quasi intimidatorio si presenta il nuovo modo di “vendere porta a porta” che sta prendendo piede. Coppie di 2 ragazzi di sesso maschile – probabilmente per spalleggiarsi l’un l’altro e per incutere psicologicamente più timore alle persone – si stanno presentando, negli ultimi giorni, porta a porta sia a Fabriano sia a Jesi. Suonano alla porta, spingono il portone di casa appena socchiuso e talvolta spintonano anche il proprietario che apre per forzare il loro ingresso. Con atteggiamento aggressivo ti parlano di un contratto che ti permette di non pagare più il canone Telecom, quella modalità dicono che “pubblicizzano Fiorello e Mike Bongiorno”.

Dopo aver farfugliato qualcosa sul fatto che bisogna fare il contratto con Wind ed Infostrada per non pagare più il canone fisso, presentano subito i fogli da firmare senza tanti preamboli. A chi chiede chiarimenti sulla loro identità o dice di non essere interessato alla proposta e li invita ad andarsene, i due ragazzi cominciano con arroganza e prepotenza a dire che: “noi non siamo coglioni”, “veniamo da Roma e sappiamo quello che facciamo” e “come si fa a non capire che ti stiamo facendo una proposta per risparmiare un sacco di soldi”.

A chi insiste nell’invitarli ad andarsene, loro, con atteggiamento di sfida e provocazione e con fare quasi intimidatorio fino ad avvicinare il loro volto a quello della persona con cui stanno parlando, e, tra le battute che fanno dicono anche “tanto noi ritorniamo ogni giono finché non firmi il contratto”. Se poco poco il padrone di casa li fronteggia in maniera perentoria e determinata gli fanno quasi capire che sono anche pronti alla rissa e che, ripetono ancora: “noi non siamo dei coglioni e sappiamo bene quello che facciamo”.
Tutto questo, vissuto direttamente e confrontato con diverse famiglie di Fabriano e Jesi può ancora succedere a persone di qualnque età, sia sole che in presenza di altri familiari. È facile immaginare la reazione e la difficoltà delle persone anziane che in questo periodo dell’anno si ritrovano sole. Il consiglio a tutti, specie ai più anziani e soprattutto a chi è solo, è di non aprire comunque a nessuno, di non farsi abbindolare dalle proposte di regali, di abbonamenti gratis … nessuno vi regala niente!
Ma altre considerazioni più gravi bisogna che cominciamo a farne tutti: Chi recluta questi ragazzi che più che venditori sembrano malavitosi? Chi li istruisce o li “istiga” ad essere aggressivi, prepotenti, arroganti ed ad utilizzare toni intimidatori? Perché questi ragazzi si prestano a questo modo di fare? Parlando al cellulare, sul pianerottolo delle scale condominiali (evidentemente con il loro capo), uno diceva: “ma questi marchigiani non si fidano, non ci fanno entrare” e rivolto all’altro “se non facciamo almeno cinque contratti entro oggi non ci pagano per niente”. Ognuno faccia le sue considerazioni e tragga le sue opportune conclusioni.

Gipi
il Messaggero La posta dei lettori 11 agosto 2009

 
Il turista vessato a Sperlonga (Latina - Lazio) Stampa
Desidero segnalare, denunciare e protestare pubblicamente per l'incredibile stato di vessazione imposto dal comune di Sperlonga e dai propri commercianti ai turisti che osano avventurarsi nel proprio territorio. I prezzi dei generi alimentari sono da gioielleria se è vero per esempio che banali pomodorini da insalata, ancorche' locali, vengono proposti a 7,50 euro al kilo e sedersi a un tavolino del bar per un gelato puo' costare anche 50 euro per quattro coppette di prodotto neanche artigianale.
Ma il meglio di se lo da l'amministrazione comunale con i suoi autovelox e le strisce blu per parcheggiare. Un esercito (uso questo termine perche' di una vera e propria guerra o caccia al turista si tratta) di solerti vigili urbani effettuano con cronometrica precisione rilevazioni di velocita' sulle strade della via Flacca del comune ove sono disseminati assurdi limiti di velocita' (a 40km anche su rettilinei di scorrimento veloce della statale), con unico obiettivo non la sicurezza degli automobilisti (cui i limiti di velocita' dovrebbero tendere) bensi' la sistematica raccolta di contravvenzioni salatissime per le affamate casse comunali. Il salasso poi e' particolarmente pesante con le multe per sosta non regolamentare sulle omnipresenti strisce blu.
A Sperlonga non esistono parcheggi liberi ma solo parcheggi a tempo, alla faccia della legge che impone la presenza dei primi per potere imporre i secondi. Il massimo della creativita' della amministrazione comunale si realizza poi la presenza di parcheggi su strisce blu che da una certa ora cambiano destinazione d'uso e diventano riservati solo ai motocicli, con buona pace di chi ha messo la macchina, pagato il balzello, e si ritrova poi con una bella multa da pagare.
Ora è chiaro che nessun dottore ordina a nessuno di andare a Sperlonga, ma in questo modo si dimostra solo una assoluta mancanza di rispetto (o addirittura strafottenza) nei confronti del turista e un senso civico dell'ospitalita' che lascia imbarazzati. Ho letto su un giornale locale che per effetto di questo bel modo di fare gli introiti per il comune ammontano a circa 2 milioni di euro su base annua e rappresentano il 20% del suo finanziamento. Complimenti signor Sindaco, complimenti sul serio. Il presidente del Consiglio dovrebbe proporla come ministro per l'economia. Risolverebbe sicuramente tutti i problemi di disavanzo dello Stato. Forse però scoppierebbe una guerra civile.

Lettera firmata
il Messaggero La posta dei lettori 11 agosto 2009
fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=69256&sez=HOME_MAIL
 
Carceri. Da ridere... Stampa
Sono un dipendente della Casa Reclusione di Civitavecchia, chiusa dapprima nel Luglio del 1992 e riaperta nell'Aprile del 1999 con esborso da parte dello stato per lavori di ristrutturazione di miliardi di vecchie lire.

Adesso dopo 10 anni continuando nel frattempo a spendere soldi per lavori vari, si parla di richiudere l'istituto in quanto non conveniente dal momento che dà ospitalità solo a 35 detenuti... Allora dico io perché non mandano i detenuti? Un Istituto perfettamente efficente come questo ne può contenere minimo 200... alla faccia del sovraffolamento... o qualcuno deve guadagnare qualcosa dalla nuova chiusura?

Marco
il Messaggero La posta dei lettori 10 agosto 2009
 
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